Alfonso I d'Este




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Alfonso I d'Este

Bemberg Fondation Toulouse - Portrait d'Alphonse dEste - Titien Inv.1053.jpg
Ritratto del Tiziano

Duca di Ferrara, Modena e Reggio

Stemma

In carica
15 giugno 1505 – 31 ottobre 1534
Predecessore

Ercole I d'Este
Successore

Ercole II d'Este

Nascita

Ferrara, 21 luglio 1476
Morte

Ferrara, 31 ottobre 1534
Luogo di sepoltura

Monastero del Corpus Domini, Ferrara
Dinastia

Este
Padre

Ercole I d'Este
Madre

Eleonora d'Aragona
Consorti

Anna Maria Sforza
Lucrezia Borgia
Religione

Cattolicesimo












































































Alfonso I d'Este

Alfonso I d'Este (1476–1534), Duke of Ferrara MET 0571.jpg
Ritratto in Armatura del Duca

21 luglio 1476 – 31 ottobre 1534
Nato a Ferrara
Morto a Ferrara
Cause della morte Naturale
Luogo di sepoltura Monastero del Corpus Domini
Etnia Italiano
Religione Cattolicesimo
Dati militari
Paese servito

Flag of Milan.svg Ducato di Milano
Drapeau du royaume de France.png Regno di Francia
Flag of the Papal States (pre 1808).svg Stato Pontificio


Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svgSacro Romano Impero
Forza armata

Esercito Ducale di Milano
Esercito Reale Francese
Esercito dello Stato della Chiesa


Esercito del Sacro Romano Impero
Arma
Fanteria, Cavalleria
Specialità Capitano di ventura
Anni di servizio
1495 – 1530
Grado Gonfaloniere della Chiesa
Comandanti

Carlo VIII di Francia
Francesco Maria I Della Rovere


Georg von Frundsberg
Guerre

Guerra d'Italia del 1494-1498
Guerra della Lega di Cambrai


Guerra della Lega di Cognac
Campagne

Campagna contro i Veneziani


Campagna contro lo Stato Pontificio
Battaglie

Battaglia di Fornovo
Assedio di Padova
Assedio di Legnago
Battaglia di Polesella (1509)
Battaglia di Agnadello
Battaglia di Ravenna


Battaglia di Governolo (1526)
Decorazioni Cavaliere dell’Ordine di San Michele

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Ducato di Ferrara
Este

















Coat of arms of the House of Este (1535).svg



Borso

Ercole I


Figli



  • Isabella

  • Beatrice

  • Alfonso

  • Ferrante

  • Ippolito

  • Sigismondo


  • Giulio, figlio naturale


  • Lucrezia, figlia naturale





Alfonso I


Figli e nipoti



  • Alessandro

  • Ercole

  • Ippolito

  • Eleonora


  • Francesco

    • Bradamante

    • Marfisa



  • Isabella Maria


  • Alfonso, figlio naturale

    • Alfonsino

    • Cesare

    • Eleonora

    • Ippolita


    • Alessandro, figlio naturale



  • Alfonsino, figlio naturale





Ercole II


Figli



  • Anna

  • Alfonso

  • Lucrezia

  • Eleonora

  • Luigi





Alfonso II

Modifica


Alfonso I d'Este (Ferrara, 21 luglio 1476 – Ferrara, 31 ottobre 1534) fu il terzo Duca di Ferrara, Modena e Reggio (1505 - 1534), succeduto al padre all'età di 29 anni. Fu un uomo d'armi, un politico ed uno dei mecenati più generosi del Rinascimento.




Indice






  • 1 Biografia


    • 1.1 Duca di Ferrara


    • 1.2 Dopo la pace di Cambrai




  • 2 Il mecenatismo


  • 3 Il duca artigliere


  • 4 Discendenza


  • 5 Ascendenza


  • 6 Onorificenze


  • 7 Note


  • 8 Bibliografia


  • 9 Voci correlate


  • 10 Altri progetti


  • 11 Collegamenti esterni





Biografia |




Medaglia con ritratto giovanile di Alfonso I d'Este


Figlio del duca Ercole I d'Este e della principessa Eleonora d'Aragona, il suo nome di battesimo venne scelto per commemorare il bisnonno, Alfonso V d'Aragona.


Fin dalla gioventù non mostrò mai una naturale inclinazione allo studio ed alle lettere ma si sentì maggiormente attratto dalle arti applicate. Imparò a lavorare al tornio la ceramica, creando spesso vasi e piatti da utilizzare poi alla mensa ducale, ma principalmente si interessò alla lavorazione del bronzo ed alla sua fusione per la produzione di pezzi d'artiglieria.


Il 20 maggio 1477 il padre Ercole I lo promise in sposo ad Anna Maria Sforza, sorella del duca Gian Galeazzo Maria Sforza, col chiaro intento di tessere un'alleanza politica tra le due casate, e le nozze si tennero il 23 gennaio 1491 a Pavia, cinque giorni dopo quelle di Beatrice d'Este con Ludovico il Moro. Sotto la guida illuminata del padre intanto Ferrara, Modena e Reggio ebbero una notevole rifioritura culturale[1].


Nel novembre del 1492 Alfonso venne nominato dal padre ambasciatore presso il pontefice ed il 31 marzo 1495 venne inviato presso l'alleato Ludovico Sforza col compito di assisterlo nelle operazioni militari contro i francesi, al comando di una guarnigione di 500 armati. In quell'occasione prese parte alla Battaglia di Fornovo. Nel 1497 intanto morì la moglie Anna Maria ed Ercole I ricominciò a pensare a nuove nozze per il futuro duca estense, utili per le alleanze del casato.


Nel 1499, una volta che re Luigi XII di Francia fu entrato a Milano, accompagnò il padre ad ossequiare il nuovo sovrano del ducato. Nel 1502 Alfonso prese in moglie la nobildonna Lucrezia Borgia, figlia illegittima di Papa Alessandro VI, assicurando così alla casata estense il ducato estense, feudo dello Stato Pontificio.



Duca di Ferrara |


Nel 1505, alla morte del padre, ne ereditò i ducati ed il trono di famiglia, reggendoli durante uno dei periodi più instabili della storia d'Italia. I vantaggi ottenuti dal matrimonio con la figlia del papa intanto erano già svaniti con la morte di Alessandro VI (che avvenne nel 1503) e la politica degli altri stati nazionali e delle potenze europee si incentrò sulla lotta sottesa tra Francia e Spagna. Ebbe sempre al suo fianco il fratello Ippolito, che anche il giorno della sua investitura ufficiale, avvenuta il 25 gennaio 1505, cavalcò al suo fianco percorrendo le vie di Ferrara[1]. Dalla sua famiglia Alfonso ebbe pure notevoli problemi e l'anno successivo dovette reprimere la congiura dei fratelli Ferrante e Giulio che miravano al potere sul Ducato di Ferrara. Entrambi furono sconfitti ed imprigionati nelle segrete del Castello Estense. Ferrante morì ancora prigioniero, dopo 34 anni di carcere, nel 1540. Giulio venne invece liberato solo nel 1559, da Alfonso II d'Este.




Anna Maria Sforza


Nel 1508 partecipò alla Lega di Cambrai contro Venezia come gonfaloniere di Santa Romana Chiesa, strappando ai veneziani il controllo di Este e Rovigo.



Dopo la pace di Cambrai |


Nel 1510 rifiutò di aderire alla pace stipulata tra il papato e Venezia, perché andava contro gli interessi di Ferrara, quindi fu scomunicato e dichiarato decaduto nel suo potere sul ducato estense. Si alleò alla Francia nella guerra della Lega Santa e si trovò anche in contrasto con le truppe spagnole. All'inizio del 1512 venne ferito nella difesa di Cento e di Pieve di Cento, che riuscì a riconquistare solo con l'aiuto francese l'anno successivo[2]. Partecipò alla battaglia di Ravenna l'11 aprile 1512, ed in quell'occasione furono ancora una volta le sue artiglierie a dimostrare la loro efficacia consentendo ai Francesi di sbaragliare l'esercito pontificio. Ottenne così la revoca della scomunica ma non ancora il reintegro dei territori gli erano stati tolti. Nel 1513, nel mese di marzo, si recò a Roma per prendere parte alla cerimonia di incoronazione di Giovanni de' Medici al soglio pontificio col nome di Papa Leone X[3].


Intanto, nel 1518, il duca si recò in Francia, da Francesco I, per ottenere un sostegno nei confronti del papa nella sua richiesta di restituzione di Modena. Non avendo ottenuto soddisfazione, alla morte del Papa Leone X, si mise alla testa di un esercito fortemente armato e riconquistò Nonantola e Reggio. Nel novembre del 1526, al fine di indebolire il pontefice che gli era fortemente ostile, consegnò ai lanzichenecchi alcune artiglierie delle sue fonderie, in particolare vari falconetti[4]. Una di queste armi colpì a morte il capitano Giovanni dalle Bande Nere durante la battaglia di Governolo. Le truppe germaniche, in seguito, ebbero via libera e nel maggio 1527 saccheggiarono Roma.
Verso la fine del suo regno, nel 1530, una sentenza imperiale di Carlo V gli restitui anche Modena, malgrado la ferma opposizione di Papa Clemente VII, e con Modena pure la conferma del potere estense su Reggio e Rubiera. Unica contropartita richiesta il versamento nelle casse papali della somma di 100.000 ducati d'oro[1].


Alfonso I raggiunse il singolare primato di essere stato scomunicato, nel corso della sua vita e sempre per motivi politici, da ben tre papi: Giulio II, Leone X e Clemente VII.



Il mecenatismo |


Fu uno straordinario mecenate delle arti amante della cultura e, sin da prima di ottenere il potere, strinse amicizia con Matteo Maria Boiardo. Seppe in seguito circondarsi sempre di artisti e letterati e rese la corte estense un centro di importanza europea. A Ferrara in quel periodo furono accolti personalità come Pietro Bembo, Ludovico Ariosto, il Tiziano, Giovanni Bellini, Dosso Dossi e lo scultore Antonio Lombardo. Questi maestri decorarono il Camerino delle Pitture e lo Studio dei Marmi nell'appartamento privato sulla Via Coperta, che unisce ancora oggi il castello al palazzo ducale. Purtroppo i dipinti e i rilievi marmorei furono smontati e dispersi nel 1598 ad opera del legato papale dopo che il Ducato di Ferrara passò allo Stato Pontificio.
All'Ariosto assegnò per un certo periodo il governatorato della Garfagnana[1] e coltivò personalmente la passione della musica e dell'architettura. Ludovico Ariosto inoltre dedicò l'Orlando furioso al cardinale Ippolito d'Este, fratello del Duca Alfonso.



Il duca artigliere |


Il 22 dicembre 1509 fu protagonista di un celebre fatto d'arme, la Battaglia di Polesella, nella quale i cannoni del Ducato di Ferrara (fusi sotto la diretta supervisione di Alfonso) sgominarono una flotta veneziana che aveva risalito il Po per raggiungere la città ducale. I ferraresi attesero che una provvidenziale piena del Po sollevasse le navi sino alla linea di tiro dei cannoni, poi ordinarono di fare fuoco, distruggendo gran parte della flotta. La sconfitta navale della Repubblica Veneta da parte di un esercito terrestre fece grande impressione sui contemporanei. Alfonso I passò quindi alla storia come duca artigliere[5], essendo un esperto tecnico d'artiglieria, un metallurgista[6][7] e fonditore di cannoni[8]. La sua artiglieria riscosse vasta fama in Europa, tanto che gli è stata attribuita l'invenzione della granata. Ideò anche un sistema di fabbricazione della polvere da sparo. Fu inoltre un esperto di fortificazioni, e le mura di Ferrara, ritenute tra le più sicure e moderne d'Europa, furono ammirate e celebrate da Ariosto, da Michelangelo e da Rabelais.


Alfonso impiegò le sue armi da fuoco anche in occasione dell'assedio di Padova da parte dell'imperatore Massimiliano, nel 1509. I suoi colpi riuscirono a creare una breccia nelle mura cittadine e la città non fu conquistata solo a causa di un tradimento. L'imperatore volle tuttavia ringraziare l'estense investendolo signore di Este e Montagnana[9].



Discendenza |


Alfonso e Lucrezia ebbero sette figli:




  • Alessandro (1505-1505);


  • Ercole II (1508-1559), duca di Ferrara;


  • Ippolito (1509-1572), cardinale;

  • Alessandro (1514-1514);


  • Eleonora (1515-1575);


  • Francesco (1516-1578);


  • Isabella Maria (1519-1521).


Dall'amante Laura Dianti ebbe due figli:




  • Alfonso (1527-1587), marchese di Montecchio;

  • Alfonsino (1530-1547).



Ascendenza |
































Albero genealogico di tre generazioni di Alfonso I d'Este

Alfonso I d'Este

Padre:
Ercole I d'Este

Nonno paterno:
Niccolò III d'Este

Bisnonno paterno:
Alberto V d'Este

Bisnonna paterna:
Isotta Albaresani

Nonna paterna:
Ricciarda di Saluzzo

Bisnonno paterno:
Tommaso III di Saluzzo

Bisnonna paterna:
Marguerite de Pierrepont

Madre:
Eleonora d'Aragona

Nonno materno:
Ferdinando I di Napoli

Bisnonno materno:
Alfonso V d'Aragona

Bisnonna materna:
Gueraldona Carlino

Nonna materna:
Isabella di Chiaromonte

Bisnonno materno:
Tristano di Chiaromonte

Bisnonna materna:
Caterina di Taranto



Onorificenze |




Tomba di Alfonso d'Este, Lucrezia Borgia e di alcuni figli, Ferrara, Monastero del Corpus Domini











Rosa d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria
Rosa d'Oro
«Come ricompensa dell'aiuto prestato nella campagna militare contro i Bentivoglio e nel mantenimento di Bologna nello Stato Pontificio[10]»
— 1508










Cavaliere dell'Ordine di San Michele - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere dell'Ordine di San Michele



Note |




  1. ^ abcd C.M.Goldoni, p.93


  2. ^ G.Gruppioni 2, p.13


  3. ^ G.Gruppioni 2, p.46


  4. ^ Luciano Chiappini, Gli Estensi, Varese, 1988, p.240.


  5. ^ Locatelli, p.35


  6. ^ Gli Este a Ferrara: una corte nel Rinascimento Jadranka Bentini Silvana, 2004 - p. 177


  7. ^ ad assistere il Duca nelle sue ricerche metallurgiche fu il Principe Fortunato Giocoli, alchimista ed erudito nelle scienze ermetiche, che ricopriva nella sua corte la dignità di I gentiluomo. Giocoli era stato anche maestro del giovane Paracelso, che ospitò nel suo laboratorio durante il periodo in cui studiò presso l'Università di Ferrara Netzhammer, Raymund: Theophrastus Paracelsus, Das Wissenswerteste über dessen Leben, Lehre und Schriften, Einsiedeln 1901,p.47.


  8. ^ Fu uno de suoi falconetti, forniti al Von Frundsberg durante la calata dei lanzichenecchi nel 1526, a uccidere Giovanni de Medici


  9. ^ Locatelli, p.36


  10. ^ Vincenzo Farinella, Alfonso I d'Este. Le immagini e il potere, Officina Libraria, Milano 2014, p. 788.



Bibliografia |



  • Riccardo Bacchelli. La congiura di don Giulio d'Este. Milano, Treves, 1931

  • Pietro Balan. Storia d'Italia, vol. V e VI. Modena, 1887


  • Luciano Chiappini, Gli estensi. Storia di mille anni, Ferrara, Corbo Editore, 2001, ISBN 978-88-8269-029-8. accesso richiede url (aiuto)


  • Vincenzo Farinella, Alfonso I d’Este, le immagini e il potere. Da Ercole de' Roberti a Michelangelo, testi di Giorgio Bacci e Marialucia Menegatti, Ferrara, Officina Libraria, 2015, ISBN 978-88-89854-33-4. accesso richiede url (aiuto)

  • Graziano Gruppioni, LA NOSTRA STORIA Storie di storia ferrarese, in Documenti per la storia di Ferrara 2, Ferrara, 2G Editrice, 2010, ISBN 978-88-89248-19-5.

  • Francesco Locatelli, La fabbrica ducale estense delle artiglierie (da Leonello ad Alfonso II d'Este), Adriano Tassi (collaborazione e revisione), N 672 di serie numerata da 1 a 1000, opera realizzata con il contributo della Unione degli Industriali della Provincia di Ferrara, Bologna, Editrice Cappelli, 1985, OCLC 18349517, SBN ITICCUCFI087435.



Voci correlate |




  • Niccolò di Forzore Spinelli, Medaglia di Alfonso I d'Este (1492)


  • Tiziano, Ritratto di Alfonso I d'Este

  • Ducato di Modena e Reggio

  • Duchi di Modena e Reggio

  • Ducato di Ferrara

  • Duchi di Ferrara



Altri progetti |



Altri progetti


  • Wikimedia Commons



  • Collabora a Wikimedia CommonsWikimedia Commons contiene immagini o altri file su Alfonso I d'Este


Collegamenti esterni |






  • (EN) Alfonso I d'Este, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. Modifica su Wikidata


  • Alfonso I d'Este, su Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Modifica su Wikidata

  • (FR) GENEALOGIE DES DUCS DE MODENE ET FERRARE Maison d'ESTE, su genroy.fr. URL consultato il 10 marzo 2016.




























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