Alda Borelli
Alda Borelli in una foto del 1922 Raccolte Museali Fratelli Alinari
Alda Borelli (Cava de' Tirreni, 4 novembre 1879 – Milano, 25 maggio 1964) è stata un'attrice teatrale e attrice cinematografica italiana.
Sorella di Lyda Borelli, fu attiva nel periodo del cinema muto ma è conosciuta essenzialmente per la sua attività teatrale[1].
Indice
1 Biografia
2 Carriera
3 Filmografia
4 Note
5 Altri progetti
6 Collegamenti esterni
Biografia |
Figlia d'arte, nacque nel 1879 a Cava de' Tirreni in provincia di Salerno dove i suoi genitori si trovavano a recitare. Suo padre
Napoleone, avvocato, apparteneva ad un'antica famiglia di Reggio Emilia; volontario garibaldino, aveva abbandonato la professione per il palcoscenico. Sua madre, Cesira Banti, anch'essa attrice teatrale, era figlia del maggiore Banti, morto a Bologna l'8 agosto 1848 nel parco della Montagnola che fu scenario dei moti per l'indipendenza.
Nel 1898 la Borelli, dopo aver frequentato a Bologna la Scuola normale (le attuali magistrali), entrò come seconda donna "amorosa" nella formazione di Pia Marti Maggi ed esordì sulle scene.
Interprete tipo della commedia borghese, ma pronta a cimentarsi nella drammaturgia d'avanguardia dell'epoca (Eugene O'Neill e Pier Maria Rosso di San Secondo fra gli altri), divenne moglie dell'attore Alfredo De Sanctis. Ha recitato, fra gli altri, con Lucio Ridenti, Enzo Biliotti, Tullio Carminati, Cesare Polacco, Ruggero Ruggeri, Carlo Tamberlani e Virgilio Talli e nel suo repertorio figurano i drammi teatrali dei principali autori del suo tempo, Giuseppe Giacosa, Gabriele D'Annunzio e Luigi Pirandello, sopra tutti (di questi ultimi fu interprete in particolare ne Il ferro e Parisina del primo, e La vita che ti diedi e Vestire gli ignudi del secondo).
Carriera |
In particolare, l'interpretazione carica di carisma offerta in Parisina (Teatro Argentina di Roma, 16 dicembre 1921)[2], al fianco di Ruggero Ruggeri e diretta da Virgilio Talli fu salutata con particolare favore da critica e pubblico. Un favore che si rifletté sulla replica al Teatro Lirico di Milano e nella tournée che ne seguì nel febbraio dell'anno successivo. Parole di elogio furono espresse in maniera palese dai principali critici, da Silvio D'Amico su L'Idea Nazionale (17 dicembre 1921), e Renato Simoni sul Corriere della Sera (15 febbraio 1922).
Borelli - che aveva fatto il suo debutto sulle scene a sedici anni nella compagnia di Pia Marchi Maggi - fu poi a capo di una nota compagnia fucina di numerosi talenti, quali Gino Cervi e Vittorio Gassman, che con lei debuttò a vent'anni nel 1942 a Milano ne La nemica di Dario Niccodemi, prima di trasferirsi a Roma per lavorare con Tino Carraro ed Ernesto Calindri.
Si ritirò dalle scene una prima volta nel 1929, quando non era neppure cinquantenne, salvo tornarvi poi nel 1942, appunto per tenere a battesimo nell'avvio di carriera Vittorio Gassman. Nuovo ritiro dalle scene (per dieci anni) e nuovo ritorno ne La vergine folle di Henry Bataille, L'ombra, ancora di Niccodemi, I mostri sacri di Jean Cocteau, La porta chiusa di Marco Praga.
Filmografia |
Partecipazioni cinematografiche di Alda Borelli in film dell'epoca del cinema muto:
L'eredità di Gabriella (1913)
Rinunzia (1914)
Vertici ed abissi (1916)
Il destino (1916)
L'enfant de l'amour (1916)
Tormento gentile (1916)
La vergine folle (1924)
Note |
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Dizionario dello spettacolo[collegamento interrotto]
^ Citata in
Mascagni.org[collegamento interrotto] (URL consultato il 21-01-2010)
Altri progetti |
Altri progetti
- Wikimedia Commons
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Alda Borelli
Collegamenti esterni |
(EN) Alda Borelli, su Internet Movie Database, IMDb.com.
- Scheda su Hollywood.premiere.com
[collegamento interrotto], su hollywood.premiere.com. - Documento .pdf con articolo su Alda Borelli (PDF), su hal9000.cisi.unito.it. URL consultato il 21 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 7 agosto 2006).
- Dizionario biografico Treccani, su treccani.it.
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| Controllo di autorità | VIAF (EN) 221212985 · ISNI (EN) 0000 0003 6091 603X |
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