Camera dei deputati del Regno di Sardegna
| Camera dei deputati del Regno di Sardegna | |
|---|---|
| Stato | |
| Tipo | Camera bassa del Parlamento del Regno di Sardegna |
| Istituito | 4 marzo 1848 |
| Operativo dal | 8 maggio 1848 |
| Soppresso | 17 marzo 1861 |
| Successore | Camera dei deputati del Regno d'Italia |
| Numero di membri | 204 |
| Sede | Torino |
| Indirizzo | Palazzo Carignano, Piazza Carlo Alberto |
La Camera dei deputati del Regno di Sardegna era l'organo legislativo che, insieme al Senato Subalpino, formava il Parlamento del Regno di Sardegna.
Indice
1 Lo Statuto Albertino
2 Elezione dei membri e legislature
3 Il ruolo politico della Camera
4 Presidenti (1848-1860)
5 Note
6 Bibliografia
7 Voci correlate
8 Collegamenti esterni
Lo Statuto Albertino |
Lo Statuto Albertino, che trasformava la monarchia sabauda da assoluta a costituzionale, istituiva con l'art. 3 il Senato (di nomina regia) e la Camera dei deputati (elettiva):
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«Il potere legislativo sarà collettivamente esercitato dal Re e da due Camere: il Senato e quella dei deputati» |
Negli artt. dal 39 al 47 le norme che regolavano la Camera:
«...
...» |
Negli artt. dal 48 al 64 le norme comuni con il Senato:
«...
...» |
Elezione dei membri e legislature |
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Le elezioni per la Camera dei deputati si effettuavano a scrutinio uninominale a doppio turno, a suffragio ristretto secondo la legge n. 680 del 17 marzo 1848 (e successive modifiche). Questo sistema elettorale portava al voto circa il 2,00% della popolazione residente. Il Regno era diviso in collegi e per ogni collegio veniva eletto un solo deputato. Il numero dei membri della Camera (e quindi dei colleghi elettorali), tra il 1848 e il 1861, varierà più volte visto che la legge elettorale prevedeva un numero di deputati variabile in base alla popolazione. Le varie annessioni che porteranno all'unità d'Italia modificheranno anche il numero degli scranni: dai 204 dell'8 maggio 1848 ai 443 del 18 febbraio 1861.
Le legislature del Parlamento del Regno di Sardegna furono sette. L'VIII, è riconosciuta dagli storici come la prima del Regno d'Italia anche se fu aperta ufficialmente il 18 febbraio 1861, un mese prima della proclamazione del 17 marzo.
Il ruolo politico della Camera |
Il bicameralismo, previsto perfetto, si sviluppò in realtà come "zoppo", con prevalenza politica della camera bassa. I progetti di legge potevano essere promossi dai ministri, dal governo, dai parlamentari, oltre che dal Re. Per diventare legge dovevano essere approvati nello stesso testo da entrambe le Camere, senza ordine di precedenza (a parte quelle tributarie e di bilancio che dovevano passare prima per la Camera dei deputati) e dovevano essere munite di sanzione regia. Le due Camere ed il Re rappresentavano perciò per lo Statuto i “tre poteri legislativi”: bastava che uno di essi fosse contrario e per quella sessione il progetto non poteva più essere riprodotto. L'art. 9 dello Statuto prevedeva l'istituto della proroga delle sessioni.
Se Carlo Alberto con lo Statuto istituiva una monarchia costituzionale pura, nella quale, cioè, il Governo era nominato dal Re e rispondeva solo a lui, con Cavour il Governo fu indotto a cercare il sostegno politico della Camera dei deputati. Tale processo evolutivo segnò il passaggio ad una monarchia costituzionale di tipo parlamentare, fondata sull'istituto della fiducia. Il delicato gioco di equilibri tra il Re, il Governo e il Parlamento dette luogo anche a episodi di forte contrasto tra la Camera e il Senato, visto che quest'ultimo assunse un ruolo decisamente conservatore, in difesa delle prerogative reali[1].
Presidenti (1848-1860) |
| Nº | Presidente (Nascita-Morte) | Collocazione politica | Mandato | Leg. | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
Inizio | Fine | ||||||
| 1º | Vincenzo Gioberti (1801-1852) | Neoguelfismo | 16 maggio 1848 | 29 luglio 1848 | I | ||
| 18 ottobre 1848 | 16 dicembre 1848 | ||||||
| 2º | Lorenzo Pareto (1800-1865) | Mazzinianesimo | 9 febbraio 1849 | 30 marzo 1849 | II | ||
| 13 agosto 1849 | 20 novembre 1849 | III | |||||
| 3º | Pier Dionigi Pinelli[2] (1804-1852) | – | 29 dicembre 1849 | 19 novembre 1850 | IV | ||
| 23 novembre 1850 | 27 febbraio 1852 | ||||||
| 4 marzo 1852 | 25 aprile 1852 | ||||||
| 4º | Urbano Rattazzi (1808-1873) | Sinistra storica | 11 maggio 1852 | 27 ottobre 1853 | |||
| 5º | Carlo Bon Compagni di Mombello (1804-1880) | – | 16 novembre 1853 | 21 novembre 1853 | |||
| 26 dicembre 1853 | 29 maggio 1855 | V | |||||
| 14 novembre 1855 | 16 giugno 1856 | ||||||
| 6º | Carlo Cadorna (1809-1891) | – | 8 gennaio 1857 | 16 luglio 1857 | |||
| 16 gennaio 1858 | 14 luglio 1858 | VI | |||||
| – | Urbano Rattazzi (1808-1873) | Sinistra storica | 12 gennaio 1859 | 21 gennaio 1860 | |||
| 7 | Giovanni Lanza (1810-1882) | Destra storica | 10 aprile 1860 | 17 dicembre 1860 (in carica fino al 7 marzo 1861) | VII | ||
Note |
^ Da La storia del Senato, su senato.it. URL consultato il 13 aprile 2012.
^ Deceduto durante il mandato.
Bibliografia |
- Francesco Bartolotta (a cura di), Parlamenti e governi d'Italia dal 1848 al 1970, Roma, Vito Bianco Ed., 1971.
Voci correlate |
- Parlamento del Regno di Sardegna
- Senato del Regno di Sardegna
- Legislature del Regno di Sardegna
- Deputati del Regno di Sardegna
- Governi del Regno di Sardegna
- Camera dei deputati del Regno d'Italia
Collegamenti esterni |
- Portale storico della Camera dei deputati, su storia.camera.it. URL consultato il 13 aprile 2012.
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