Sean Kelly




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Nota disambigua.svgDisambiguazione – Se stai cercando altri personaggi con lo stesso nome, vedi Sean Kelly (disambigua).

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Sean Kelly

Sean Kelly, Tour de France 2009.jpg
Sean Kelly nel 2009 (Besançon)



Nazionalità

Irlanda Irlanda

Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità

Strada
Ritirato
1994
Carriera
Squadre di club
1977-1978
Flandria
1979-1981
Splendor
1982-1983
Sem
1984-1985
Skil
1986-1988
KAS
1989-1991
PDM
1992
Lotus
1993
Festina
1994
Catavana
Nazionale
1977-1993
Irlanda Irlanda
Carriera da allenatore
2006-2007
Sean Kelly Team
2008-
An Post
Palmarès

Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Bronzo Goodwood 1982 In linea
Bronzo Chambéry 1989 In linea
 

Sean Kelly (Waterford, 24 maggio 1956) è un dirigente sportivo ed ex ciclista su strada irlandese.
Professionista dal 1977 al 1994, era un atleta scattante,[1] dotato di caratteristiche di passista-velocista;[2] vinse la Vuelta a España 1988, la Coppa del mondo 1989 e quattro volte la maglia verde al Tour de France. Si aggiudicò anche tre edizioni del Giro di Lombardia, due Parigi-Roubaix, due Liegi-Bastogne-Liegi e due Milano-Sanremo, oltre a sette Parigi-Nizza consecutive.




Indice






  • 1 Carriera


    • 1.1 Gli esordi e il dilettantismo


    • 1.2 Carriera professionistica


      • 1.2.1 I primi anni


      • 1.2.2 I trionfi nelle classiche


      • 1.2.3 La vittoria alla Vuelta e gli ultimi anni






  • 2 Palmarès


    • 2.1 Altri successi




  • 3 Piazzamenti


    • 3.1 Grandi Giri


    • 3.2 Classiche monumento


    • 3.3 Competizioni mondiali




  • 4 Riconoscimenti


  • 5 Note


  • 6 Bibliografia


  • 7 Altri progetti


  • 8 Collegamenti esterni





Carriera |



Gli esordi e il dilettantismo |


Secondo figlio di Jack (John) e Nellie Kelly, agricoltori di Carraghduff, nacque al Belleville Maternity Home di Waterford il 24 maggio 1956. Inizialmente venne chiamato John James Kelly come il padre ma, per evitare confusioni, utilizzarono Sean, versione irlandese di John. Per otto anni frequentò la Crehana National School fino ai 13 anni, quando abbandonò gli studi per aiutare i genitori dopo che il padre finì in ospedale con un'ulcera. A 16 anni iniziò a lavorare come muratore. Iniziò a correre in bicicletta dopo che il fratello cominciò a praticare tale sport a scuola nel 1969; il 4 agosto 1970 corse la sua prima gara, a Kennedy Terrace a Carrickbeg, località di Carrick-on-Suir, e a 16 anni vinse il campionato nazionale junior[3] a Banbridge, County Down.


Vinse ancora il campionato nazionale junior nel 1973,[3] poi acquisì una licenza senior prima della normale età di 18 anni e vinse la Shay Elliott Memorial Race nel 1974 e nel 1975 e diverse tappe del Tour of Ireland nel 1975. In previsione dei Giochi della XXI Olimpiade del 1976 a Montréal, Canada, Kelly e altri due ciclisti irlandesi, Pat e Kieron McQuaid, andarono in Sudafrica per correre il Rapport Tour, una corsa a tappe, come preparazione ai Giochi. Corsero, come anche altri corridori, sotto falso nome,[4] visto il divieto internazionale imposto agli atleti di correre nel paese africano come protesta verso l'apartheid. La squadra di Kelly venne scoperta quando un giornalista del London Daily Mail cercò di avere corridori britannici da fotografare con Richard Burton ed Elizabeth Taylor, in Sudafrica per una seconda luna di miele. La reticenza dei direttori della squadra a permettere ai corridori di farsi fotografare stupì il giornalista che apprese che stavano correndo in segreto. Mandò le foto al Daily Mail, dove alcuni ciclisti riconobbero i corridori, che vennero sospesi per sei mesi. Dopo essere tornati alle corse, il Comitato Olimpico Internazionale lo radiò dalle competizioni olimpiche.[5]


Impossibilitato dunque a correre ai Giochi in Canada, Kelly partecipò al Tour of Britain e andò poi a Metz, in Francia, quando un appassionato londinese, Johnny Morris, gli organizzò un incontro con un club. Gli vennero offerte 25 sterline a settimana, alloggio gratuito e quattro franchi al chilometro per ogni gara vinta. Kelly si aggiudicò 18 delle 25 gare a cui partecipò in Francia e vinse anche il Piccolo Giro di Lombardia in Italia. Queste vittorie impressionarono due manager francesi, Jean de Gribaldy e Cyrille Guimard. De Gribaldy andò in Irlanda per discutere con Kelly un contratto da parte della squadra professionistica Flandria.[6] Il francese non sapeva dove Kelly vivesse e non era nemmeno sicuro di riconoscerlo, così si fece accompagnare da un altro ciclista, per trovarlo e tradurre la conversazione. A fronte dell'iniziale offerta di 4 000 sterline all'anno, Kelly ne chiese ed ottenne 6 000. Firmò quindi per il club di De Gribaldy, perplesso sulla promessa di ritorno fatta al club di Metz, che gli avrebbe offerto un contratto migliore di quello iniziale.[7]


Kelly partì per la Francia nel gennaio 1977 e visse per due anni a Besançon, nella casa di De Gribaldy, insieme a quattro altri compagni di squadra.



Carriera professionistica |



I primi anni |


La sua prima corsa da professionista fu l'Étoile de Bessèges, che iniziava il 7 febbraio 1977 e durava sei giorni, e terminò la prima tappa al decimo posto. La Flandria era divisa in due parti: i corridori più forti, come il campione del mondo Freddy Maertens, erano nella sezione principale, con sede in Belgio, mentre Kelly correva con la sezione secondaria, con sede prevalentemente in Francia, dove la Flandria voleva avere più mercato per i suoi ciclomotori, scooter e biciclette. I migliori corridori di entrambe le sezioni si riunivano per le gare migliori. Kelly venne quindi scelto come gregario di Maertens nella squadra principale per la Parigi-Nizza e poco dopo vinse la sua prima gara, la frazione di apertura del Tour de Romandie. Rimase nella squadra principale anche per il Tour de France, in cui fece sua una tappa.


Kelly rimase con De Gribaldy nel 1977 e nel 1978. Quando al Tour de France 1978 il compagno e capitano nella Flandria Michel Pollentier venne squalificato per essere risultato positivo ad un controllo antidoping, Kelly divenne capitano della squadra. Al termine della stagione lasciò il club passando alla Splendor di Pollentier, di cui sarebbe stato leader. La Splendor era però appena stata creata e sorsero grandi problemi logistici: le biciclette erano in cattivo stato e la squadra decise di non partecipare alla Parigi-Roubaix, rimpiazzando poi il manager Robert Lauwers. Kelly lasciò quindi il club e iniziò a correre da solo.


Col tempo la situazione della squadra migliorò, Kelly ricevette poche offerte e tornò alla Splendor, la cui offerta era equivalente. Nella sua ultima stagione venne pagato circa 30 000 sterline, ma il suo ruolo nella squadra venne messo in discussione dall'arrivo di un altro sprinter, Eddy Planckaert. De Gribaldy stava creando una nuova squadra per il 1982 e i due si unirono nuovamente nella Sem-France Loire. A quel tempo Kelly era considerato un velocista, incapace di vincere le corse a tappe nonostante avesse concluso quarto alla Vuelta a España del 1980, ma de Gribaldy lo scelse ugualmente come capitano. Nel 1982 Kelly vinse la Parigi-Nizza e quattro tappe, nell'ultima delle quali, una cronometro con arrivo sul col d'Èze, batté Gilbert Duclos-Lassalle scalzandolo dalla testa della classifica. In quell'anno primeggiò anche nella classifica a punti del Tour de France indossando la maglia verde, simbolo del migliore velocista. Terminò al terzo posto, battuto da Saronni e LeMond,[8] i campionati del mondo corsi a Goodwood in Gran Bretagna[2] e alla fine dell'anno sposò la sua compagna, Linda Grant. Nella città di Carrick-on-Suir una piazza venne ribattezzata "Sean Kelly Square" in tributo ai successi del ciclista al Tour e la medaglia di bronzo ai mondiali.[9]



I trionfi nelle classiche |


Nel 1983 vinse ancora la Parigi-Nizza e a seguire il Critérium International; fu costretto a saltare le classiche di primavera per la frattura del pollice e della clavicola, ma già in giugno tornò al successo al Tour de Suisse. In luglio, complice l'assenza del campione in carica Hinault, cominciò il Tour de France come uno dei favoriti.[10] Vestì di giallo per un giorno, poi sui Pirenei perse la leadership scendendo sul terzo gradino del podio virtuale: alla fine concluse settimo, potendo comunque consolarsi, per la seconda volta consecutiva, con la maglia verde.[8] In merito a questa edizione della Grande Boucle, nel 1999 il massaggiatore olandese Willy Voet – coinvolto nello scandalo Festina – rivelò, nel suo libro Massacro alla catena, di come Kelly avesse perso la corsa, accusando distacchi significativi nelle ultime tappe, proprio per gli effetti collaterali legati all'iniezione di sostanze dopanti da lui somministrategli.[11] Nell'autunno di quell'anno, al Giro di Lombardia, l'irlandese confermò finalmente le proprie potenzialità[2] vincendo lo sprint sul traguardo di Como con un margine ristretto – meno di mezza ruota separava i primi quattro – su Francesco Moser, Adrie van der Poel, Hennie Kuiper e il campione del mondo Greg LeMond.




La piastrella di pavé intitolata a Sean Kelly a Roubaix


Fu grande protagonista anche nelle gare della primavera del 1984: in sole sei settimane fece infatti sue ben tredici corse, oltre a conseguire alcuni piazzamenti di prestigio. La striscia di risultati si aprì con la terza vittoria consecutiva alla Parigi-Nizza – battuti Stephen Roche e il vincitore del Tour de France 1982 Bernard Hinault – e proseguì con il trionfo in tutte e tre le tappe del Critérium International (in volata la prima, in solitaria nella seconda in montagna e battendo Roche nella cronometro finale) e il secondo posto nella Milano-Sanremo. Nelle due settimane subito seguenti, dal 1º al 15 aprile, Kelly fu quindi secondo al Giro delle Fiandre, vinse la Vuelta al País Vasco e si dimostrò infine imbattibile nelle gare di un giorno aggiudicandosi sia la Parigi-Roubaix che la Liegi-Bastogne-Liegi. In quell'anno conquistò un totale di 32 vittorie[1] e la leadership nel ranking UCI;[12] si dimostrò peraltro competitivo anche per la vittoria dei grandi giri, terminando quinto al Tour de France.


Nel 1985 vinse di nuovo la Parigi-Nizza, battendo ancora Roche; indossò per la terza volta la maglia verde e terminò quarto al Tour de France. Si aggiudicò poi la prima Nissan International Classic battendo Van der Poel e alla fine della stagione vinse per la seconda volta il Giro di Lombardia, consolidando il primato nel ranking individuale UCI.[12] Aprì il 1986 facendo ancora sua, per la quinta volta consecutiva, la Parigi-Nizza e ripetendosi poco dopo alla Milano-Sanremo, secondo successo per lui, davanti a Greg Lemond e Mario Beccia; finì quindi secondo al Giro delle Fiandre e vinse di nuovo la Parigi-Roubaix. Nello stesso anno fu in grado, per la prima volta, di concludere sul podio di un grande giro, fu infatti terzo alla Vuelta a España; dovette però saltare il Tour de France di luglio a causa di una caduta nell'ultima tappa del Tour de Suisse. Dopo il successo nel Grand Prix des Nations (battuto Laurent Fignon)[1] tornò in Irlanda, dove primeggiò ancora nella Nissan Classic. Concluse la stagione con il secondo posto, dietro a Gianbattista Baronchelli, al Giro di Lombardia.



La vittoria alla Vuelta e gli ultimi anni |


Nel 1987 conquistò ancora la Parigi-Nizza, sesta vittoria consecutiva, sfruttando una foratura nell'ultima tappa del leader della classifica, il connazionale Roche; in aprile chiuse secondo, battuto da Claude Criquielion, al Giro delle Fiandre. Successivamente gareggiò alla Vuelta a España, prese la leadership dopo la cronometro di Valladolid ma proprio quando si avviava a vincere la corsa per la prima volta fu costretto al ritiro, a tre giorni dal termine, a causa di un'infiammazione al perineo dovuta ad un foruncolo.[13][14][15] Restò fuori dalle corse per due settimane, poi in luglio si presentò al Tour de France da favorito ma non in grandi condizioni di forma.[12][14] Nella cronometro di Futuroscope perse cinque minuti, poi fu ancora sfortunato, dovendo abbandonare a causa di una frattura alla clavicola rimediata in una caduta nel corso della dodicesima tappa.[12] Dopo i Campionati del mondo, in cui fu quinto, tornò in Irlanda vincendo la Nissan Classic per la terza volta consecutiva.




Sean Kelly in maglia PDM


Vinse la sua settima Parigi-Nizza nella primavera del 1988, un record, seguita, in aprile, dal trionfo nella Gand-Wevelgem. Ritornò a gareggiare cinque giorni dopo alla Vuelta a España: qui rimase per le prime due settimane a due minuti dal leader della generale, Laudelino Cubino, poi finì quarto dietro Fabio Parra e Anselmo Fuerte nella tredicesima tappa, guadagnando un minuto e mezzo sulla testa della classifica; dalla sedicesima frazione Fuerte si portò in seconda posizione, e successivamente vestì la maglia di leader. Kelly mantenne minimo il distacco tra sé e il rivale, e nella cronometro del penultimo giorno recuperò i 21 secondi che lo separavano dallo spagnolo (ne guadagnò 1'50", vincendo la tappa) andando a vestire la maglia amarillo: il successo divenne ufficiale l'indomani, primo grande giro nell'albo d'oro del campione irlandese. In quella Vuelta fece sua anche la classifica a punti. Al Tour de France, invece, si staccò presto dai migliori (prese 23'46" da Rooks sull'Alpe d'Huez)[16] e terminò la gara ben lontano, quarantaseiesimo, a più di un'ora da Pedro Delgado.


Nel 1989 passò tra le file della squadra olandese PDM, dove rimase per tre anni, fino alla fine del 1991. In quella stagione vinse la Liegi-Bastogne-Liegi, la maglia verde del Tour de France e l'edizione inaugurale della Coppa del mondo.[17] A fine agosto, nella volata dei Campionati del mondo di Chambéry, chiuse terzo battuto da Dmitrij Konyšev e dal vincitore Greg LeMond. Nel 1990 vinse il Tour de Suisse per la seconda volta; nel marzo del 1991 si ruppe una clavicola e successivamente fu costretto al ritiro al Tour de France[18], quando una malattia, ufficialmente un'intossicazione alimentare dovuta ad un virus (ma ci furono anche sospetti di doping), mise fuori gioco l'intera PDM.[19][20] In agosto, mentre stava correndo la Vuelta a Galicia, perse il fratello Joe, deceduto durante una gara vicino Carrick-on-Suir. Al ritorno alle gare vinse la quarta Nissan Classic staccando di quattro secondi Sean Yates; si ripeté poi nell'ultima gara della stagione, al Giro di Lombardia, e nella Milano-Sanremo 1992, quando all'ultimo chilometro raggiunse e batté Argentin[21] andando a siglare il nono e ultimo successo personale nelle classiche monumento.


Si ritirò dall'attività al termine della stagione 1994: nelle ultime due stagioni da professionista non ottenne alcun successo. Chiuse con 192 vittorie in palmarès.[1][2]



Palmarès |









  • 1976 (Dilettanti)


Cinturón Ciclista Internacional a Mallorca

Piccolo Giro di Lombardia


  • 1977


1ª tappa Tour de Romandie

Circuit de l'Indre

5ª tappa Étoile des Espoirs


  • 1978


3ª tappa Tour Méditerranéen (Saint-Raphaël > Le Lavandou)

1ª tappa Setmana Catalana (Martorell > Cunit)

6ª tappa Tour de France (Mazé-Montgeoffroy > Poitiers)

6ª tappa Étoile des Espoirs


  • 1979


1ª tappa Vuelta a España (Jerez de la Frontera > Siviglia)

8ª tappa Vuelta a España (Sedaví > Benicàssim)

Grand Prix de Cannes


  • 1980


2ª tappa Driedaagse De Panne - Koksijde (Haacht > De Panne)

Classifica generale Driedaagse De Panne - Koksijde

3ª tappa Critérium du Dauphiné Libéré

19ª tappa Tour de France (Voreppe > Saint-Étienne)

21ª tappa Tour de France (Auxerre > Fontenay-sous-Bois)

1ª tappa Vuelta a España (La Manga > Benidorm)

2ª tappa Vuelta a España (Benidorm > Cullera)

14ª tappa Vuelta a España (Vigo > Orense)

17ª tappa Vuelta a España (León > Valladolid)

19ª tappa Vuelta a España (Madrid > Madrid)


  • 1981


3ª tappa Giro del Belgio (Athus > Lembeek)

2ª tappa 4 Jours de Dunkerque (Aire-sur-la-Lys > Saint-Quentin)

2ª tappa Critérium du Dauphiné Libéré

1ª tappa Tour de Luxembourg (Lussemburgo > Grevenmacher)

15ª tappa Tour de France (Besançon > Thonon-les-Bains)

5ª tappa, 1ª semitappa Ronde van Nederland

Leeuwse Pijl


  • 1982


Tour du Haut-Var

3ª tappa Parigi-Nizza (Vichy > Saint-Étienne)

5ª tappa Parigi-Nizza (Miramas > La Seyne-sur-Mer)

7ª tappa, 1ª semitappa Parigi-Nizza (Mandelieu > Nizza)

7ª tappa, 2ª semitappa Parigi-Nizza (Nizza > Col d'Èze)

Classifica generale Parigi-Nizza

2ª tappa Critérium International

2ª tappa Grand Prix du Midi Libre

1ª tappa Tour de l'Aude

2ª tappa Tour de l'Aude

12ª tappa Tour de France (Fleurance > Pau)

1ª tappa Étoile des Espoirs

3ª tappa Étoile des Espoirs


  • 1983


3ª tappa Parigi-Nizza (Saint-Chamond > Tournon-sur-Rhône)

4ª tappa Parigi-Nizza (Bollène > Miramas)

7ª tappa Parigi-Nizza (Nizza > Col d'Èze)

Classifica generale Parigi-Nizza

2ª tappa Critérium International

Classifica generale Critérium International

3ª tappa Tour de Suisse (Meilen > Alstatten)

5ª tappa Tour de Suisse (Sargans > Flumserberghe)

Classifica generale Tour de Suisse

2ª tappa Parigi-Bourges

Grand Prix d'Isbergues

5ª tappa Étoile des Espoirs

Giro di Lombardia


  • 1984


Grand Prix d'Aix-en-Provence

2ª tappa Parigi-Nizza (Chalon-sur-Saône > Bourbon-Lancy)

7ª tappa Parigi-Nizza (Nizza > Col d'Èze)

Classifica generale Parigi-Nizza

1ª tappa Critérium International

2ª tappa, 1ª semitappa Critérium International

2ª tappa, 2ª semitappa Critérium International

Classifica generale Critérium International

1ª tappa Vuelta al País Vasco (Mungia > Mungia)

3ª tappa Vuelta al País Vasco (Vitoria > Beasain)

5ª tappa Vuelta al País Vasco (Orio > Zarautz)

Classifica generale Vuelta al País Vasco

Parigi-Roubaix

Liegi-Bastogne-Liegi

Nordwest-Schweizer-Rundfahrt

1ª tappa Tour de Suisse (Urdorf > Bülach)

Grand Prix de Ouest-France

1ª tappa Tour du Limousin

2ª tappa Tour du Limousin

4ª tappa Tour du Limousin

Paris-Bourges

1ª tappa Volta Ciclista a Catalunya

4ª tappa, 1ª semitappa Volta Ciclista a Catalunya

4ª tappa, 2ª semitappa Volta Ciclista a Catalunya

7ª tappa Volta Ciclista a Catalunya

Classifica generale Volta Ciclista a Catalunya

Grand Prix d'Automne





  • 1985


5ª tappa Vuelta a la Comunidad Valenciana (Valencia > Valencia)

Classifica generale Parigi-Nizza

1ª tappa Critérium International

3ª tappa Vuelta al País Vasco (Legorreta > Getxo)

5ª tappa Vuelta al País Vasco (Beasain > Erauskin)

2ª tappa Vuelta a España (Zamora > Orense)

10ª tappa Vuelta a España (Sabiñánigo > Tremp)

15ª tappa Vuelta a España (Benidorm > Albacete)

3ª tappa Ronde van Nederland

2ª tappa Volta Ciclista a Catalunya

1ª tappa Tour of Ireland

3ª tappa Tour of Ireland

Classifica generale Tour of Ireland

Giro di Lombardia


  • 1986


1ª tappa Vuelta a la Comunidad Valenciana (Dénia > Elda)

3ª tappa Vuelta a la Comunidad Valenciana (Massamagrell > Montanejos)

Prologo Parigi-Nizza (Parigi)

2ª tappa Parigi-Nizza (Saint-Étienne > La Rouret)

7ª tappa, 2ª semitappa Parigi-Nizza (Nizza > Col d'Èze)

Classifica generale Parigi-Nizza

Milano-Sanremo

1ª tappa Critérium International

2ª tappa Critérium International

1ª tappa, 2ª semitappa Driedaagse De Panne

3ª tappa Vuelta al País Vasco (Arre > Oyón)

5ª tappa, 1ª semitappa Vuelta al País Vasco (Bilbao > Andoain)

5ª tappa, 2ª semitappa Vuelta al País Vasco (Andoain > Andoain, cronometro)

Classifica generale Vuelta al País Vasco

Parigi-Roubaix

10ª tappa Vuelta a España (San Isidro > Palencia)

13ª tappa Vuelta a España (Segovia > Vilalba)

4ª tappa Vuelta a Aragón

4ª tappa Tour du Limousin

2ª tappa Paris-Bourges

7ª tappa Volta Ciclista a Catalunya

Classifica generale Volta Ciclista a Catalunya

Grand Prix des Nations

Classifica generale Tour of Ireland


  • 1987


7ª tappa Vuelta a la Comunidad Valenciana

3ª tappa Parigi-Nizza (Saint-Étienne > Mont Ventoux)

Classifica generale Parigi-Nizza

2ª tappa, 1ª semitappa Critérium International

2ª tappa, 2ª semitappa Critérium International

Classifica generale Critérium International

1ª tappa Driedaagse De Panne

3ª tappa Vuelta al País Vasco (Bidasoa > Oyón)

5ª tappa, 2ª semitappa Vuelta al País Vasco (Oñati > Aranzazu)

Classifica generale Vuelta al País Vasco

1ª tappa Vuelta a España (Benidorm > Albacete)

3ª tappa Vuelta a España (Valencia > Valencia)

1ª tappa Volta Ciclista a Catalunya

Classifica generale Volta Ciclista a Catalunya

Classifica generale Tour of Ireland


  • 1988


6ª tappa Parigi-Nizza (Nizza > Col d'Èze)

Classifica generale Parigi-Nizza

4ª tappa Setmana Catalana (Lleida > Lleida)

4ª tappa Vuelta al País Vasco (Vera de Bidasoa > Salvatierra)

Gand-Wevelgem

11ª tappa Vuelta a España (Santander > Alto Valdezcaray)

20ª tappa Vuelta a España (Las Rozas > Collado Villalba)

Classifica generale Vuelta a España

2ª tappa Tour du Limousin

3ª tappa Tour du Limousin


  • 1989


Liegi-Bastogne-Liegi

4ª tappa Critérium du Dauphiné Libéré

Kika Classic


  • 1990


Classifica generale Tour de Suisse

4ª tappa Tour de Suisse (Basilea > Soletta)


  • 1991


Classifica generale Tour of Ireland

Giro di Lombardia


  • 1992


Trofeo Luis Puig

4ª tappa Vuelta a la Comunidad Valenciana (L'Alcúdia de Crespins > Benicasim)

Milano-Sanremo

7ª tappa Tour de Suisse (Visp > Chiasso)

2ª tappa Clásico RCN






Altri successi |


  • 1980


Classifica a punti Vuelta a España

  • 1982



Classifica a punti Tour de France


Classifica sprint Tour de France


  • 1983



Classifica a punti Tour de France


Classifica sprint Tour de France


  • 1984

Classifica UCI Road World Rankings

  • 1985



Classifica a punti Tour de France


Classifica a punti Vuelta a España

Classifica UCI Road World Rankings


  • 1986



Classifica a punti Vuelta a España

Classifica UCI Road World Rankings


  • 1987

Classifica UCI Road World Rankings

  • 1988



Classifica a punti Vuelta a España

Classifica UCI Road World Rankings


  • 1989



Classifica a punti Tour de France


Classifica sprint Tour de France

Coppa del mondo UCI


  • 1990


Grand Prix de la Libération (cronosquadre)


Piazzamenti |



Grandi Giri |









  • Giro d'Italia


1992: non partito (16ª tappa)




  • Tour de France



1978: 34º


1979: 38º


1980: 29º


1981: 48º


1982: 15º


1983: 7º


1984: 5º


1985: 4º


1987: ritirato (12ª tappa)


1988: 46º


1989: 9º


1990: 30º


1991: non partito (11ª tappa)


1992: 43º





  • Vuelta a España



1979: ritirato


1980: 4º


1985: 9º


1986: 3º


1987: ritirato (19ª tappa)


1988: vincitore






Classiche monumento |











  • Milano-Sanremo



1977: 75º


1980: 4º


1982: 27º


1983: 5º


1984: 2º


1985: 7º


1986: vincitore


1987: 4º


1988: 5º


1989: 5º


1990: ritirato


1992: vincitore


1993: 39º





  • Giro delle Fiandre



1979: 26º


1980: 15º


1981: 8º


1982: 21º


1984: 2º


1985: 14º


1986: 2º


1987: 2º


1988: 4º


1989: 18º


1992: 73º


1993: 39º





  • Parigi-Roubaix



1981: 19º


1982: 12º


1984: vincitore


1985: 3º


1986: vincitore


1987: 13º


1988: 16º


1989: 15º


1992: 29º





  • Liegi-Bastogne-Liegi



1979: 20º


1981: 11º


1982: 10º


1984: vincitore


1985: 4º


1986: 12º


1987: 20º


1988: 5º


1989: vincitore


1992: 37º





  • Giro di Lombardia



1977: 25º


1982: 34º


1983: vincitore


1984: 17º


1985: vincitore


1986: 2º


1987: 23º


1989: 24º


1990: 10º


1991: vincitore


1992: 58º


1993: 34º






Competizioni mondiali |


  • Campionati del mondo



San Cristóbal 1977 - In linea: 16º


Nürburgring 1978 - In linea: ritirato


Valkenburg 1979 - In linea: 9º


Sallanches 1980 - In linea: ritirato


Praga 1981 - In linea: 42º


Goodwood 1982 - In linea: 3º


Altenrhein 1983 - In linea: 8º


Barcellona 1984 - In linea: ritirato


Giavera del Montello 1985 - In linea: 35º


Colorado Springs 1986 - In linea: 5º


Villach 1987 - In linea: 5º


Ronse 1988 - In linea: 25º


Chambéry 1989 - In linea: 3º


Utsunomiya 1990 - In linea: 5º


Stoccarda 1991 - In linea: ritirato


Benidorm 1992 - In linea: 63º


Oslo 1993 - In linea: 48º



Riconoscimenti |




  • Mendrisio d'Oro del Velo Club Mendrisio nel 1984

  • Inserito nella Top ten sprinters of all time della rivista Cyclingnews nel 2011[22]



Note |




  1. ^ abcd Angelo Zomegnan, Rino Negri, E adesso Gimondi spinge Pantani, in archiviostorico.gazzetta.it, 10 luglio 1998. URL consultato il 20 giugno 2011.


  2. ^ abcd Storia - Kelly Sean, www.tuttobiciweb.it. URL consultato il 29 aprile 2011.


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Bibliografia |



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  • (EN) Sean Kelly; David Walsh, Sean Kelly: A Man for All Seasons, Springfield Books, 1991, ISBN 978-1-85688-024-4.



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Collegamenti esterni |






  • Sito ufficiale, su seankellycycling.com. Modifica su Wikidata


  • (EN) Sean Kelly, su procyclingstats.com. Modifica su Wikidata


  • Sean Kelly, su sitodelciclismo.net, de Wielersite. Modifica su Wikidata


  • (DEENITNL) Sean Kelly, su cyclebase.nl. Modifica su Wikidata


  • (FR) Sean Kelly, su memoire-du-cyclisme.eu. Modifica su Wikidata


  • (ENESITFRNL) Sean Kelly, su the-sports.org, Info Média Conseil Inc. Modifica su Wikidata

  • Sito della Sean Kelly Cycling Academy, su seankellycyclingacademy.com. URL consultato il 27 ottobre 2006 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2006).


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